Monday, February 02, 2026

Geografia quanto è importante?

 

Quand'ero piccolo e andavo a scuola non era tra le mie materie favorite ma nemmeno tra quelle odiate, oltre a conoscere le 20 regioni italiane ci insegnarono anche le catene montuose, i fiumi e poi alle medie ci portarono pure a delle piccole escursioni dove ci fecero vedere varie zone con terra, sassi, fango e pure una mini zona tipo mangrovie (o per lo meno è quello che all'epoca avevo capito). Ma non sono qui adesso per parlare di scienze naturali bensì della vera e propria geografia, pura e semplice. Regioni, città, capitali di stati, confini e basta.

Io non mi definisco una cima in tale materia ma possono ubicare in una piantina geografica tutta l'Europa, tutta l'America (eccetto le exclavi o piccole isole al nord del Sudamerica, posso trovare facilmente anche la maggior parte degli stati più famosi asiatici, sono conscio del fatto che tutti i nuovi Paesi che si sono indipendizzati negli ultimi 30 anni, a dire il vero non li posso identificare, e nemmeno tutti quelli delle isole delle Filippine, Indonesia, Malasia ecc. Non parliamo dell'Africa, perché a parte i Paesi che si trovano sul Meditarraneo non ne so molto.

Domandona: dovrei impararli? Beh, qui è compito di ogni persona decidere quali sono le notizie che vuole registrare sul suo hard disk, a parer mio non sono informazioni di prima necessità.

VENIAMO AL PERCHÉ DI QUESTA PUBBLICAZIONE

Negli ultimi anni, quindi non dico solo ultimi mesi bensì anni, perdo tempo come tutti in instagram, guardo video divertenti, video musicali, video sulla salute, video scientifici e pure video random. Molte volte mi è capitato vedere video in italiano, spagnolo, inglese e portoghese (le lingue che capisco) di mini interviste con domande per me davvero ridicole sulla geografia mondiale Qual è la capitale italiana? Risposta: Parigi. Tra quali Paesi si trova il confine statunitense-messicano? Risposta: Non esiste. Dove si trova l'Italia? Risposta: vicino la Germania. Dove si trova l'Europa? Risposta: negli USA. Dove si trova Pechino? Risposta: a Chinatown. E pure tra alcuni miei alunni durante questi anni (ovviamente lezione di italiano) Dove si trova Milano? Risposta: in Francia, dove si trova Bologna? Risposta: in Spagna. 

Per chi conosce un po' di geografia queste risposte fanno ridere, sì. Ma ridiamo per l'ignoranza delle persone intervistate. Ricordiamo, ignoranza viene dal verbo ignorare e da qui la mia riflessione come docente. La colpa è del sistema educativo che non insegna più l'ABC della cultura generale? Non stiamo parlando di imparare a fare il seno, coseno, operazioni di trigonometria o chissacché ma geografia basilare del mondo. Quindi la colpa è del sistema educativo? Della persona che non si è mai presa la briga di imparare tali cose? Dei genitori di tale persona che non ha mai preteso che il proprio figlio imparasse tali temi?

Oggigiorno viviamo in un mondo dove l'informazione è alla portata di un click, nessuno si preoccupa di non sapere qualcosa perché se abbiamo un dispositivo alla nostra portata di mano potremo avere facilmente l'informazione, adesso l'IA è integrata a molti software, allo stesso google, a whatsapp, ci sono già smartwatch a cui si può chiedere, quindi perché studiare? Perché imparare nozioni, ritenere informazioni di cui molto probabilmente non utilizzeremo mai se basta un click per poterle sapere?

A questo io, Luca, non posso dare una risposta, io ragiono in un modo conseguente al tipo di formazione che ho avuto durante tutta la mia vita, i compiti, le ricerche su svariati libri, enciclopedie, ecc. dalle elementari fino alle superiori in Italia e dalla facoltà fino alla fine del dottorato in Messico. Sono il prodotto delle mie esperienze personali e posso dire che studiare, conoscere molte cose ti permette ad avere un pensiero più critico, parlare con cognizione di causa, aiuta a stratificare la propria rete neuronale, la difficoltà nel cercare ed imparare qualcosa ti permette anche a sviluppare la propria creatività, anche la stessa noia nel leggere su libri diversi una e più volte lo stesso concetto parafrasato, alla fin fine aiuta a migliorare le nostre capacità.

Beh, questo è quanto, rimango dell'idea che la geografia sia un tema che tutti dovrebbero conoscere ad un livello elementare. Non dico di sapere la capitale di ogni Stato del mondo, nemmeno io le so, ma almeno saper indicare questi stati in una piantina e dire con quali altri Paesi confina, mi sembra il minimo.

E tu che hai letto questa mia pubblicazione, che ne pensi?


Friday, January 30, 2026

Il cellulare nella nostra vita quotidiana

Mi sono reso conto che è dal 2024 che non scrivo in questo mio blog. L'immagine qui sotto è ovviamente fatta con la IA. Mi sono fatto un selfie e ho chiesto di trasformarla in stile anime, mi ha fatto più magro e figo, ben venga, almeno non si vede il doppio mento ahah.


Ieri sono stato ad una conferenza che trattata appunto l'uso del cellulare nel quotidiano e ha fatto riflettere un po'.

Appena ci svegliamo, la prima cosa che facciamo è prendere il cellulare, anche solo con la scusa di vedere l'ora, iniziamo ad essere bombardati da luce ed informazioni tante volte fugaci. Potremmo andare in cucina a preparare la colazione e mentre mangiamo qualche video su youtube o instagram. Ci prepariamo per andare a scuola o al lavoro e durante il trasporto sempre con il cellulare (a volte anche mentre si guida, siamo onesti). E tutto il giorno è così.

Quanto è il tempo che riusciamo a stare senza cellulare? Se parliamo con qualcuno, per quanto tempo possiamo prestare a questa persona l'attenzione senza metter mano su nostro dispositivo? Si possono creare momenti di silenzio e poi si riprende la conversazione invece adesso appena si sentono un paio di secondi di sienzio iniziamo con lo scrolling e la conversazione segue su quanto appena visto.

Siamo troppo dipendenti dal cellulare, se si scarica la batteria molte persone sono in ansia e stanno anche male fisicamente. A me è capitato di rimanere senza cellulare, a volte l'ho dimenticato a casa e pazienza, non è poi così grave.
Or ora la cosa è un po' diversa perché anche per lavoro è obbligatorio, io per poter accedere alla piattaforma didattica devo fare il login e mi chiede conferma con un codice che arriva al cellulare, lo stesso se voglio entrare nel mio account di google. Insomma siamo diventati tutti schiavi di questo piccolo apparato, volenti o nolenti non possiamo vivere senza.

Quello che possiamo fare è limitare l'abuso di questo apparato, anch'io, come altre migliaia o milioni di persone controllano le reti sociali, ma io a dire il vero non rimango più di 10 minuti a controllare instagram (la mia unica rete sociale attiva). Il cellulare lo uso molto per lavoro (whatsapp) e per giocare, infatti per me il cellulare è prevalentemente una sorta di dispositivo ludico, per giochini che mi aiutano a passare il tempo e nell'arco di una giornata è vero, ci passo almeno un paio d'ore (o anche di più) che potrei utilizzare in modo più produttivo.

Tanta informazione, troppa informazione che passa attraverso di noi, non prestiamo molta attenzione alla maggior parte, scrolling, immagini, memes, passiamo la vita bombardando i nostri occhi e il nostro cervello con informazione molto spesso inutile, inoltre quando stiamo controllando il cellulare pieghiamo la schiena in una posizione non naturale, poi teniamo il disposivo sempre nello stesso modo e a lungo termine ci compare la marca nel mignolo destro (o sinistro per i mancini), scriviamo sempre con i pollici e questo potrebbe causare anche problemi ai nervi ed articolazioni della mano.

Quante cose, e molte negative... davvero mi devo abituare a limitare l'uso del cellulare per ciò che davvero è essenziale. Sarei davvero curioso di sapere come uno si vede, come si percepisce con e senza cellulare. Una persona, da adolescente in poi, come si vede nel mondo odierno? Il cellulare è parte importante, essenziale, indispensabile della vita di tutti i giorni?

Per finire vorrei concludere con un pensiero che forse a molti da fastidio, ma per me i genitori che danno tablet e cellulari a bambini sotto i 11-12 anni non sono bravi genitori. 
La noia del bambino, che non sa cosa fare, stimola anche la creatività, il cellulare uccide lentamente questa capacità che abbiamo tutti di creare qualcosa di nuovo.

Se qualcuno leggerà questa mia riflessione e vuole condividere qualcosa ben venga, altrimenti, tu che leggi, cerca di fare il punto della situazione della tua vita, quanto davvero è necessario il telefonino nella tua vita di tutti i giorni.

Ciao belli!

Friday, September 27, 2024

Essere inclusivi nei film e telefilm

Questo post potrebbe essere scomodo, ma questo è il mio blog e scrivo quello che penso.


Dal primo film (cortometraggio dei fratelli Lumière) dove si vedeva semplicemente un treno arrivare in una stazione, ne è passato di tempo, correva l'anno 1895, quasi agli sgoccioli, a quanto pare la ripresa avvenne il 28 dicembre. Gli spettatori si spaventarono moltissimo perché pensavano che il treno li investisse, nessuno sapeva cosa aspettarsi da quella pellicola, poi gli anni passarono, film di cinema muto, poi continuarono in bianco e nero, poi a colori, ogni cambio ha prodotto negli spettatori sentimenti differenti, positivi e negativi. Alcuni accettavano di buon grado i cambiamenti altri invece si lamentavano.

Dopo gli anni 40/50 c'è stata una specie di rivoluzione cinematografica perché fino ad allora c'erano questi film in bianco e nero dello stile di Casa Blanca, grandi storie d'amore, o film polizieschi tipo Il mistero del falco che ho visto da poco, un film del 1941, ci sono stati cambi anche nel genere, sono iniziati i film splatter, film di fantascienza (Alien, Terminator, la mosca, ecc). In quegli anni (parlo degli anni 80/90) hanno introdotto anche il sesso come strumento per vendere i film e ricordo che in tutti i film ci dovevano essere scene di sesso, perché il pubblico era quello che chiedeva, poteva essere un film giallo, horror, commedia, qualsiasi cosa ma almeno una scena di sesso ci doveva essere, più o meno esplicita, poi ci si è abituati e ormai è passata quella richiesta non esplicita ma, anche se in minor quantità è rimasta.

Passano gli anni, arriviamo alla prima decade del 2000 ed iniziano i movimenti lgbt. Dopo tanti anni di repressione considero che abbiano fatto bene ad alzare la voce anche se considero che al giorno d'oggi le marce per l'orgoglio gay non abbiano più lo stesso valore, sono solo una scusa per mettersi in mostra. Mi chiedo se tutti gli eterosessuali dovessimo fare una marcia per l'orgoglio etero. 

Ho sempre pensato che la sessualità è una cosa personale, non bisogna sbandierarla ai quattro venti, e nessuno dovrebbe essere discriminato per quello, lo stesso penso della religione e della politica. Siamo tutti esseri umani e abbiamo il diritto di credere ed amare a nostro piacimento, sempre e quando questa libertà non attacchi quella di altri.

Arrivando al succo del discorso, da una decina d'anni hanno introdotto scene di sesso gay nei film e telefilm e la stragrande maggioranza scene maschili. Io capisco l'inclusione, ma essere incluisivi non significa minare al buongusto, o solo per poter includere una piccola percentuale di persone, la stragrande maggioranza del pubblico deve distogliere lo sguardo perché non si sente comodo nel vedere certe scene. Qualche giorno fa ho visto una serie su netflix che si chiama Respira, una serie spagnola della vita in un ospedale. La serie è carina ma, come ho scritto poc'anzi ci sono scene di sesso eterosessuale (che non si vede nulla) e scene di sesso gay maschile dove fanno quasi vedere come si leccano il culo. Pratiche sessuali a parte, credo che questa ossessione ad essere inclusivi per non essere etichettati come razzisti o peggio stia sfuggendo al controllo delle grandi compagnie cinematografiche. Tranquillamente possono evitare scene tanto grafiche.

Questo è quanto, io mi considero abbastanza tollerante, mi posso godere un film o un telefilm ma ad essere onesti, non mi piace per nulla come sono cambiate le cose in questi ultimi 10-15 anni.

Se vuoi lasciare un commento mi farebbe piacere sapere che ne pensi tu. Se sei straniero puoi lasciare un commento nella tua lingua qui sotto.

Friday, March 08, 2024

8 Marzo - Festa della Donna

L'8 Marzo è sempre stata la data in cui si celebrano le donne, ma in realtà la stragrande maggioranza delle persone non sa nemmeno quando è iniziata e perché.

Risulta che la prima celebrazione è stata fatta il 28 Febbraio del 1909 per ricordare uno sciopero organizzato da sole donne l'anno prima, successivamente a New York, nel 1911, si sviluppò un grande incendio in una fabbrica tessile dove morirono oltre 150 persone, la maggior parte donne. Il caso fu eclatante perché le porte erano chiuse a chiave per evitare che i lavoratori uscissero. 

Da quel momento lì, si iniziò a celebrare la donna, la madre, la sorella, l'amica, la lavoratrice, la combattente, insomma tutte le caratteristiche che possono descrivere il solo fatto oggettivo di essere donna.

Questo mio post è, come sempre, una riflessione personale, sono un italiano che vive in Messico e la percezione di questa giornata è differente. 

Molte persone festeggiano questa giornata più che altro perché, come tutte, è diventata una festa commerciale che ha perso i valori fondamentali per cui è nata, nelle scuole viene regalato un fiore alle bambine, molti uomini regalano mazzi di fiori o altre cose alle rispettive compagne, madri, nonne, zie, ecc. In Italia da sempre si regala la mimosa 

È una tradizione tipica italiana, è il simbolo della festività nello stivale, un fiore semplice e bello, ovviamente sfruttato dal consumismo per questa giornata, fatto sta che rimane un bel fiore.
A molte donne da fastidio che gli facciano gli auguri in questa giornata, perché si sta solo ricordando la donna per ciò che è, cosa con cui sono d'accordo, sencondo me si dovrebbe avere rispetto tutto l'anno, non si deve celebrare il sesso o il genere, oggigiorno ci sono fin troppe manifestazioni di questo tipo, la marce lgbt, quelle delle donne e altre. Se si vuole avere una vera inclusione, bisogna lavorare tutti allo stesso modo senza avere un giorno in cui celebrarlo, io come uomo non ho mai celebrato il giorno dell'uomo e non sento che mi manchi questa giornata però bisognerebbe essere equanimi, fare le cose allo stesso modo per tutti.

Per esempio nel mio lavoro si celebra il giorno della donna, fanno una festa, danno regali, poi a maggio si celebra la festa della mamma, tutte le donne (indipendentemente che siano madri o no) partecipano, invece noi uomini niente di niente. Se si vuole analizzare da un punto di vista totalmente oggettivo è una grave mancanza in un momento storico dove si parla di inclusione.

Per poter concludere questa mia riflessione, considero che l'8 Marzo, come altre feste, non siano necessarie a livello consumistico, va bene ricordare che l'8 Marzo è il giorno in cui le donne hanno iniziato a ribellarsi, si celebra lo spirito combattivo, per far rispettare i loro diritti in quanto donne, lavoratrici, ecc. ma non solo per il fatto di essere donne, le bambine o studentesse non dovrebbero festeggiare, almeno non finché entrano nel mondo del lavoro.

Da un altro punto di vista, in Italia, in Messico e in quasi qualsiasi cultura, il maschilismo è molto evidente, questa festività aiuta a risaltare problemi sociali che toccano molti strati della società in molti paesi.

Sono qui che sto riflettendo mentre scrivo, è davvero importante continuare con questa festività fino a creare una società davvero inclusiva ed equa oppure è superflua e bisogna fare un altro tipo di gestione per ottenere quegli obiettivi?



Friday, March 10, 2023

Doctor Luca Geremia

Ya pasaron algunos añitos y por fin llegó el momento en que culminé mis estudios. Cuando era joven no era el mejor estudiante, di bastante lata a mis papás, hasta perdí un año en la prepa. Di más importancia al grupo de amistades que a los estudios. Todo me formó y me hizo entender la importancia del estudio. Es también cierto que la edad y la madurez son elementos muy importantes en el aprendizaje. Terminé mi adoleciencia más tarde y tuve que mudarme a otro País, lejos unos 10,000 km para apreciar el estudio.Terminé la licenciatura en psicología, tomé un diplomado en didáctica italiana, terminé la maestría y ahora el doctorado en docencia. Algunos dirán que son faciles, otros se asombrarán porque ni terminaron la prepa. Yo estoy orgulloso de haber cumplido metas que jamás me hubiera imaginado alcanzar. Terminé de estudiar? Claaaaaro que no, ahora mismo estoy en un curso de posdoctorado y sigo tomando cursos en el área de tecnología con fin didáctico, es lo que me gusta, además de mi profesión. Crear juegos con fin didáctico es muy bueno.En fin, de chico me había propuesto a mi mismo de pasar los grados académicos de mis padres, lo logré y superé aún más a mi madre. Ahora me puedo firmar Dr. Luca Geremia, suena bien, pero es sólo un título. Proximamente empezaré un proyecto que a lo mejor se concluirá con la publicación de mi tercer libro, ya veremos...Saludos!