Thursday, October 13, 2011

Udito: premiato l'inventore dell'orecchio bionico

Al 18° Congresso Mondiale di Otorinolaringoiatria (IFOS), Riconoscimento al Prof. Clark di Melbourne per i suoi studi sull'impianto cocleare. Più di 3000 casi trattati con successo in Italia

Roma, 27 giugno 2005 - E’ stato il primo ricercatore a mettere a punto l’orecchio bionico grazie al quale migliaia di bambini destinati a diventare sordomuti hanno riacquistato l’udito e la capacità di comprendere ed esprimersi verbalmente. Graeme Clark dell’Università di Melborune in Australia è il vincitore del premio conferito dalla Fondazione A. Charles Holland, ente no-profit internazionale con ultratrentennale esperienza in attività di promozione della ricerca scientifica, di formazione e di aggiornamento in campo audiologico e di diffusione delle problematiche del settore otorinolaringoiatrico. Il premio è stato assegnato a Roma da Anna Maria Holland, Presidente della Fondazione, durante la cerimonia di apertura del 18° congresso mondiale dell’International Federation of Otorhinolaringology Societies (IFOS) che si tiene all’Auditorium Parco della Musica fino al 30 giugno e riunisce più di 4.000 tra i massimi esperti del settore. “Un congresso importante per il nostro Paese – spiega il Prof. Desiderio Passali, direttore della clinica di otorinolaringoiatria dell’Università di Siena – con un programma scientifico formulato in collaborazione con studiosi provenienti da ogni parte del mondo, in modo da offrire ai congressisti le esperienze di coloro che sono veramente considerati i migliori conoscitori degli argomenti trattati.”

La sordità profonda colpisce un individuo su 1.000, cioè all'incirca 57.000 persone in Italia, molte delle quali sono destinate a diventare sordomute se la perdita uditiva si instaura prima che venga acquisito il linguaggio. La sordità ha origine genetica in più del 50% dei casi, nel 25-30% è dovuta a sequele di malattie infettive o ad ototossicità da farmaci, negli altri casi la causa è sconosciuta. L’orecchio bionico, o impianto cocleare, restituisce l’udito ai pazienti con sordità profonda: oggi 25.000 persone in Europa, 75.000 nel mondo, hanno recuperato totalmente o in parte le proprie capacità uditive grazie a questo impianto. A differenza dei normali apparecchi acustici che sono in grado di compensare il deficit uditivo in coloro le cui capacità non sono del tutto compromesse, l’impianto cocleare messo a punto grazie agli studi del Prof. Clark è in grado di bypassare le parti dell’orecchio interno danneggiate irrimediabilmente. L’impianto è costituito da un microfono esterno a cui arrivano i suoni, un processore vocale che li seleziona, un altro processore che li converte in impulsi elettrici e li trasmette ad una serie di elettrodi inseriti nella coclea dell’orecchio interno. L’impianto cocleare stimola pertanto elettricamente le terminazioni nervose ancora intatte che propagano gli impulsi nervosi al cervello. Nella maggior parte dei casi di sordità gravi o profonde, il nervo cocleare è intatto o almeno parzialmente funzionante e può essere riattivato grazie all'installazione, mediante intervento chirurgico, di un impianto cocleare. La qualità dell’udito recuperata non è perfettamente identica a quella normale: serve pertanto un periodo di riabilitazione logopedica nei pazienti impiantati, molti dei quali sono bambini anche molto piccoli, per facilitare l’adattamento al nuovo modo di percepire i suoni, comprendere il linguaggio e comunicare verbalmente.

Il Prof. Clark ha ricevuto finora ben 5 lauree honoris causae in Gran Bretagna e Stati Uniti e, lo scorso anno (2004), il massimo riconoscimento per la ricerca scientifica in Australia.

Rif.: http://www.medinews.it/news,2821

Wednesday, October 12, 2011

FELIZ CUMPLE AMERICA!

12.10.1492

Esattamente 519 anni fa Cristoforo Colombo è sbarcato nelle Americhe, pertanto TANTI TANTI AUGURI AMERICA

FELIZ CUMPLEAÑOS AMERICA

HAPPY BIRTHDAY AMERICA

Qui in Messico il 12 Ottobre viene anche chiamato "el día de la raza".

Sunday, October 09, 2011

Differenze alimentari Italia-Messico

Oggi, dopo tanto tempo senza scrivere sul mio blog, ho deciso di raccontare qualche altra differenza tra il mio paese nativo ed il mio paese d'adozione.
Non saranno notizie così eclatanti o di somma importanza, solo piccole differenze di abitudini che ho potuto notare, magari in altri post scritti in precedenza ho già menzionato qualcosa del genere.
Bene, vorrei parlarvi innanzitutto della colazione.
In Italia, l'italiano medio si alza la mattina, si doccia e si prepara per uscire, se può si beve un caffè mangiando una merendina o qualche biscotto e quella è la sua colazione. Poi, dipendendo dal lavoro che ha, va al bar e si beve un altro caffè con una brioche a mezza mattina e tra mezzogiorno e l'una pranza. Con questo non voglio dire che tutti fanno così, però in linea di massima è un iter che molti seguono.
Qui in Messico le cose funzionano un po' diversamente perché la colazione è uno dei pasti più pesanti della giornata. Sicuramente avrete visto nei film americani che fanno colazione con uova, bacon (pancetta) ecc. beh, pure qui in Messico fanno colazione con tutto questo. Oltre a quello ci sono anche altri prodotti tipici del Paese come chilaquiles, Quando sono arrivato per la prima volta qui in Messico nove anni fa mi sono rifiutato categoricamente di mangiare uova di prima mattina, era una di quelle cose che per abitudini o per aspetti culturali ti creano un impatto abbastanza forte. Poi nel corso degli anni mi sono abituato alle abitudini messicane, con questo non voglio dire che faccio colazione "alla messicana" io ho la mia moka e faccio colazione come sempre, però a volte, soprattutto nei fine settimana (però non sempre) mangio una quesadilla (che sembra però non è una piadina romagnola) e quando la mia dolce metà prepara chilaquiles ne approfitto per mangiarne un po', sono davvero buoni (ho messo il link alla ricetta perché abbiate idea di cosa sto parlando).
Visto che sto parlando del mangiare rimango su questo tema (non vi spiego ricette o metodi di preparazione perché io riesco a bruciare pure l'acqua... dietro ai fornelli sono un disastro).
Sulle tavole italiane non manca mai il pane, è uno di quei prodotti che sono alla base della nostra dieta (quanto mi manca fare "scarpetta" con il sugo della nonna...). Qui in Messico ci sono diversi prodotti che accompagnano i vari pranzi, e dipendendo dallo stato si possono trovare le "tortillas" di farina (qui al nord) e quelle di mais (in tutto il resto della repubblica), queste ultime sono molto diverse tra nord e sud, sinceramente a me non piacciono granché, diciamo che si lasciano mangiare, però sono molto curioso di sapere che sapore hanno le "tortillas de maíz" del sud della repubblica, perché -dicono- che sono le migliori e non hanno nulla a che vedere con quelle che producono qui.
Oltre alle "tortillas" qui si usa molto mangiare i fagioli, però non interi bensì come purè, soprattutto nei paesini, come per esempio il nonno di mia moglie per tutta la vita, e tuttora, accompagna il pranzo o la cena con una cucchiaiata di purè di fagioli. Poi, per come si conosce il Messico, in Italia si pensa che tutti i piatti siano super piccanti, però è una credenza popolare che dev'essere smentita, sì è vero che ce ne sono molti, ma non tutti, oltre ai vari piatti ci sono molti dolci, caramelle ed affini che sono piccantini (tamarindo, chile, chamoy, ecc.) ed altri che sono acidi. Effettivamente qui l'argomento "dolciumi" potrebbe essere considerata una problematica, perché a tutte le ore, moltissime persone, hanno sempre qualcosa in bocca, che siano lecca-lecca, caramelle, snack, poi ci mettono pure delle salsette sopra uhhh, davvero, in Italia è una cosa impensabile, forse anche perché siamo cresciuti da genitori troppo severi (che avevano paura della fattura del dentista), però qui, da canto mio, credo che esagerino.
Parlando sempre di abitudini alimentarie, in linea di massima in Italia una persona pranza bevendo acqua liscia o frizzante, raramente beve qualche bibita, al massimo un tè, invece qui ci sono tantissime persone che pranzano o cenano con qualche sorta di bibita, che sia fanta, coca, pepsi, o chissà quale altra marca o sapore (sì perché qui ci sono svariate decine di bibite diverse, di diverse dimensioni, sapori e marche), tanto per avere un'idea la fanta ha molti prodotti (bibita al limone, all'arancia, alla fragola, ecc):

Bene, per il momento è tutto, magari nei prossimi giorni avrò una nuova ispirazione per continuare questo post o trattare un argomento diverso.
Tutto ciò che scrivo riguarda quasi esclusivamente lo stato del Sonora, gli altri stati non li conosco pertanto non posso dire che effettivamente si comportino allo stesso modo, praticamente è come in Italia, la cultura del nord Italia è molto diversa da quella del meridione, ed è importante conoscere un po' di tutto, non esiste una "cultura italiana" come nemmeno esiste una "cultura messicana" le influenze regionali sono molto più forti e radicate a livello personale.
Bene, grazie a tutti coloro che hanno letto questo post, se volete lasciare un commento e votare il post vi ringrazio anticipatamente.
Salutoni a tutti.

Saturday, October 01, 2011

I segni degli italiani - Una prospettiva interculturale



Questi video sono stati fatti da Fabio Caon, ed hanno lo scopo di far conoscere all'estero come gli italiani comunicano senza l'uso della parola: una prospettiva interculturale.