Siamo quello che mangiamo.
È un detto che viene tradotto in molte lingue e sta a significare che la nostra identità culturale è in parte anche ciò che mangiamo. Di norma se cresciamo e viviamo in un determinato posto diventiamo difensori delle nostre tradizioni alimentari e siamo orgogliosi delle nostre ricette. Le ricette tramandate dalla nostra nonna devono essere preservate e tramandate di generazione in generazione, ci sono piatti tipici italiani che non devono essere alterati. Ci sono tanti provocatori che arrivano in Italia e poi fanno video mettendo il ketchup sulla pasta.
Io sono dell'idea che se nel tuo Paese il piatto di pasta ha subito delle alterazioni ed è diventato qualcosa di diverso, esempio pasta con il ketchup, ben venga, non ho problemi in merito MA se vai in Italia devi rispettare la gastronomia locale e non fare certe porcate.
Detto ciò voglio ricordare che certi alimenti sono accettati socialmente e altri no dipendendo da dove ci si trova nel mondo, per esempio in Cina mangiano molti insetti diversi, mangiano anche carne di cane e gatto, i musulmani non mangiano il maiale perché lo considerano impuro, in India sono prevalentemente vegetariani e comunque non mangiano carne bovina. In Italia mangiamo molti tipi di uccelli, carne di cavallo, capriolo, cinghiale, rane, lumache, ecc animali che in altre parti del mondo sono considerate bestie non commestibili.
Chi mi conosce sa bene che a me piace provare un po' di tutto, non mi fa schifo nulla, provare cose nuove ti fa percepire la cultura di un determinato Paese soto una nuova prospettiva.
Recentemente sono stato ad un Congresso di professori di italiano a Zacatecas e in questa bellissima città c'è un piatto tipico che si chiama "caldo de rata" ossia una specie di minestrone con brodo di topo campagnolo.
In tanti mi hanno detto "che schifo" "ma come fai?" "fai schifo" eccetera. La cosa positiva è che me ne sbatto del giudizio degli altri, io ho una filosofia: la vita è corta, bisogna fare esperienze differenti per apprezzare le diversità del mondo. Mia moglie non ha voluto provare la carne del topolino però ha provato il brodino che, a dire il vero, non era cattivo. Per fortuna ho una moglie che asseconda le mie scelte. Mangerei di nuovo questo piatto? Perché no?!?
Ho parlato anche con alcuni docenti di italiano di Zacatecas e nessuno ha mai provato il topolino, l'unica persona affine alla mia filosofia è stata Luisa, investigatrice napoletana. Anche nello stesso locale dove ho mangiato questo piatto il ragazzo che mi ha servito non ha mai provato il topolino.
È solo una questione mentale, superato il preconcetto del topo o ratto, essendo consci che il topolino viene cresciuto in un ambiente controllato, mangia solo radici e prodotti naturali, non ha malattie, ecc... qual è il problema?
La vita corre veloce, godetevela, fate esperienze diverse per essere cittadini del mondo e non fare la muffa nei vostri preconcetti.
Lasciate un commento se avete provato nella vostra vita qualche piatto "peculiare".


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1 comment:
È interessante che tu abbia questo modo di pensare; provare cose nuove ti permette di imparare di più su diverse parti del mondo. Indagare su cose che già conosciamo allarga i nostri orizzonti e ci apre a nuove idee.
Ansiosa por probar ese platillo en Zacatecas!!!
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