Sunday, December 09, 2018

Tattoo numero 21

Chi mi conosce sa che da qualche anno ho iniziato a tingermi la pelle Quando andai in Italia nell'estate del 2013 feci i miei primi due tatuaggi, opera di un amico di vecchia data: Fabio "Billy" Celant, dopodiché nel gennaio successivo mi tatuai i nomi dei miei figli da un artista del tatuaggio qui ad Hermosillo che si fa chiamare "Nervio", poi venne il tatuaggio per i 10 anni di matrimonio con mia moglie fatto da "Pocho" e via di seguito altri avvenimenti importanti nella mia vita hanno meritato un piccolo spazio sulla mia pelle.

Nel corso di questi anni ho letto molto riguardo al tema tatuaggi, da quelli tribali in Nuova Zelanda, a quelli simbolici africani o sudamericani, al tradizionale americano o giapponese, al realismo, e mi è piaciuta un sacco una frase che sentii o lessi da qualche parte "un corpo tatuato solo poche persone sono in grado di leggerlo" ed è davvero così.
La mia famiglia è l'unica che conosce il significato di ogni singolo tatuaggio sul mio corpo ma a dire il vero a me piace condividere il significato, per far sapere al mondo che non sono disegnini bellini che me li son fatti fare solo perché sono carini, al contrario, se non dovessero avere un significato dietro magari nemmeno me li farei.
Ho solo un tatuaggio che ho fatto per bellezza, ma ha pure assunto un suo significato durante il tempo.

Ed eccoci arrivati al mio tatuaggio numero 21. Questo tatuaggio ha un significato molto importante per me, ho scelto un posto che sia abbastanza visibile (a dire il vero non pensavo fosse così doloroso in questa zona) perché è in onore a mio nonno. Ormai è deceduto da qualche anno ma è stato l'unico nonno che ho avuto, perché il nonno paterno non ho avuto la possibilità di conoscerlo bene perché morì quand'ero piccino. Ecco, mio nonno Pieri fu alpino, e da qui il perché del cappello, nel corso della sua vita si vide costretto a trasferirsi all'estero per poter mantenere la sua famiglia, lavorò nelle miniere di carbone in Belgio, ed ecco il perché del piccone, infine una tazzina di caffè, una delle sue poche gioie dopo la diagnosi ed il cambio radicale nella sua dieta.

Caro nonno, son passati quasi 6 anni da quando ti ho visto l'ultima volta, non ho ancora potuto salutarti e dirti addio, ma ti penso sempre, e da ora sarai sempre con me sul mio braccio.

Thursday, May 31, 2018

VidExport



En enero tuve la oportunidad de ser interprete para una de las empresas de cultivo más grandes de México en su área. 


Aprendí mucho sobre el cultivo de la uva de mesa: 25 horas en 2 días con agrónomos nacionales y extranjeros, ha sido una experiencia muy interesante y de aprendizaje.
Me contrataron como interprete y salí ganando con todo lo que aprendí.

Mi respeto y admiración por la empresa VidExport. Excelentes instalaciones y servicios para el trabajador adentro de los campos. Dormitorios, 3 comidas diarias, servicio de guardería, médicos, escuelas, psicólogos, canchas deportivas, es una pequeña comunidad muy funcional. Y mucho más.

Personas muy interesantes, preparadas, disponibles y con ganas de mejorar el dueño Ing. Salazar como también el Ing. Victor Romero y todo el equipo de trabajo.


Estoy muy satisfecho, era una faceta de Sonora que no conocía y la verdad me dio mucho gusto ver que no es la realidad que pintan las novelas, por lo menos aquí en Sonora hay un trato excelente.





Foto 1: Con el equipo de ingenieros agrónomos en los viñedos cerca de Empalme en el primer día.

Foto 2: Viendo de cerca uno de los viñedos y sus brotes en el segundo día de trabajo.

Sunday, November 26, 2017

In bocca al lupo

En el 2011 publiqué mi primer libro que trataba aforismos y dichos populares italianos y con mucho entusiasmo me dediqué de inmediato en el proyecto de este nuevo libro.
Investigué las necesidades de los alumnos de italiano y respecto al tema gramatical y de práctica surgió que era necesario un libro de ejercicios enfocado en las preposiciones. Revisando ejercicios en los libros que utilcé en mi práctica docente y el material en internet me di cuenta que de verdad el material a disposición era muy limitado, muy bueno pero muy escaso, así que me decidí en realizar este libro de ejercicios. 
La verdad se me hacía bastante sencillo pero, en la marcha, me di cuenta que era necesario mucho tiempo que invertir, ya que estructuré el libro para la práctica de todos los niveles hasta el nivel B2 del marco europeo de referencia. En la primera parte hay una pequeña explicación de todas las preposiciones y ejemplos de su uso, En la segunda parte hay 10 ejercicios para el primer contacto, es decir para los estudiantes del primer nivel. La tercera parte abarca 50 ejercicios de 10 oraciones cada uno, en cada oración hay entre 1 y 3 preposiciones simples o articuladas y sacando cuentas hay más de mil preposiciones en solo este apartado. 
En la parte 4 del libro hay 30 ejercicios de 10 enunciados cada uno y además de la preposición se le pide al estudiante que conjugue en el tiempo presente indicativo el verbo que está presente, y la cosa importante es que elegí un verbo diferente por cada oración, así que al final son 300 verbos diferentes, de esta manera el alumno, además de practicar, podrá tener un ejemplo concreto del uso de un determinado verbo. La última y quinta parte del libro es parecida a la cuarta, con la diferencia que no hay 300 verbos diferentes, varios se repiten, y el estudiante deberá conjugar los verbos al pasado antepresente, con el objetivo que logre diferenciar, gracias a la práctica, cual auxiliar utilizar además de aprender los participios pasados irregulares.
Este material se empezó a trabajar a finales del 2014 y tardé casi dos años para terminarlo y finalmente, después de tantos sacrificios y puertas cerradas logré tener el apoyo que necesitaba y mirar a mi bebé. Puede parecer cursi, pero quien ha pasado por el proceso de publicación entiende lo que digo, En el libro se encontrarán muchas expresiones coloquiales, muy dificiles de encontrar en los libros "clásicos" para aprender un idioma, esto lo hice con la intención que el estudiante se acerque más al idioma hablado de verdad y no solo en el contexto formal que se enseña o se puede ver en la tele.
Para concluir con esta publicación, quiero agradecer como siempre a mi familia, a unos colegas del Departamento de Lenguas y a otros colegas de otras áreas de la Unison y otras instituciones pero el agradecimiento más grande es hacia a todos los alumnos de italiano que de verdad me motivaron y me echaron porras, mis grupos y mi club de conversación.
Gracias, y ahora a disfrutarlo.

Foto 1. Aquí estoy con Marco Soto Román, jefe de Publicaciones
Foto 2. Yo solo enseñando orgullosamente a mi bebé.
Foto 3. Portada del libro.
Foto 4. Contraportada del libro.





Wednesday, October 11, 2017

La corruzione, questo grande mostro invisibile

Oggi voglio parlare un pochino sulla corruzione in Messico, perlomeno dal mio esclusivo punto di vista, totalmente soggettivo; magari non è la realtà dei fatti e la situazione è molto più complessa di come la presenterò, però posso dire che il Messico ha un grave problema con questo tema, come del resto quasi tutta l'America Latina.


Polizia:

La polizia dovrebbe svolgere un ruolo nella comunità dove veglia il buon vivere dei cittadini, che li renda sicuri e qualora fosse necessario dovrebbe intervenire per poter risolvere i problemi nati. C'è da dire che perlomeno qui in Messico non fanno i controlli random come li fanno in Italia per controllare i documenti dei veicoli, se è stata pagata l'assicurazione, il bollo, se si ha la patente, etc. lo fanno solo quando il sindaco scarseggia di soldi, fanno controlli a tappeto per qualche giorno, recuperano molto per il semplice fatto che la maggior parte degli stessi messicani violano la legge e vanno in giro senza assicurazione o senza tasse pagate, vanno ancora in giro senza cintura, i bimbi non rimangono seduti nel seggiolone o nell'ovetto e ci sono tanti incidenti dove purtroppo perdono la vita degli innocenti.
Ritornando al tema, la polizia quando ti ferma può decidere che gli stai antipatico e dice che farà una multa per X o Y motivo, a volte per la cintura di sicurezza, a volte per il limite di velocità o per aver superato il semaforo col rosso, sarà sempre la loro parola contro la tua (ovviamente fanno ciò con persone che viaggiano da sole in macchina in modo tale da non avere testimoni).
Se la persona che guida invece è alticcia (o completamente sbronza) cercano di "aiutare" il guidatore a livello economico nel senso che invece di fare la multa e ritirare la macchina, accettano la bustarella del valore della metà della multa (che potrebbe arrivare a 4 o 500 euro e poi ti lasciano andare come se nulla è successo. Lo stesso succede quando effettivamente superi col rosso o viaggiavi senza cintura, ti fermano e dicono subito "guardi signore che Lei è passato col rosso" e poi allungano la mano chiedendo la bustarella per poter "risolvere" la questione.
La polizia è marcia fino all'osso, ma la colpa non è solo loro, è anche colpa di coloro che pagano queste bustarelle, pertanto finché c'è gente disonesta che non vuole pagare le conseguenze delle proprie azioni, ci saranno sbirri corrotti che le accettano e poi superano i limiti chiedendo la bustarella spudoratamente.

Impiegati pubblici:
Qui in Messico ci sono tantissimi impiegati e lavoratori che sono stipendiati dal comune, chi fa lo spazzino, chi il giardiniere, elettricisti, idraulici, muratori, ecc.
Visto che sto ampliando casa ho assunto un imbianchino che mi facesse i dettagli in gesso nella stanza, e chiacchierando mi ha raccontato che ha lavorato per il municipio per oltre vent'anni prima come imbianchino e poi come giardiniere e chi amministra gli stipendi ruba spudoratamente. Tutti sono stipendiati con le ore lavorate e se fanno ore extra (molto raramente) sono pagate a parte ma risulta che tutti i mesi da un'infinità di anni, si emettono assegni di 20 ore extra settimanali e l'amministrazione falsifica la firma del lavoratore per poter intascare suddetti soldi. Essendo Amministrazione Pubblica, sono soldi delle tasse dei cittadini che vengono rubati. E' una cosa scandalosa perché dopo dicono che non ci sono soldi per poter fare determinati lavori di riparazione o di giardinaggio o di qualsiasi bonifica di opere pubbliche, perché hanno finito il budget del semestre.

Politici:
meglio non mi addentro molto nel tema, ma questi sono ovunque... Tra Messico ed Italia in verità... siamo messi male in entrambi i casi, l'unica cosa è che il Messico ha moltissime più persone che lavorano anche 12-14 ore al giorno per stipendi da fame per poter sopravvivere e poi i politici rubano milionate e se la ridono della grassa.

Bene, questo è quanto, diciamo che qui in Messico, il messicano medio tollera la corruzione perché gli permette poter risparmiare qualcosa, essendo comunque cosciente del fatto che la sta promuovendo. Non è bello ma è la realtà che io vedo tutti i giorni.
Personalmente io preferisco pagare una multa più salata piuttosto di dare una bustarella, però le multe che mi son toccate finora sono state abbastanza abbordabili, se mi dovesse capitare un domani di dover pagare una multa di 1000 euro o più... a dire il vero non so se opterei per una scorciatoia...

Monday, June 05, 2017

Intervista di Proyecto Puente

Traduzione dell'intervista pubblicata oggi sul giornale online Proyecto Puente
> Entrevista en español

Nell'Università di Sonora c'è un professore che prima di dedicarsi alla docenza fu ragioniere, programmatore e carabiniere nel suo paese natale: l'Italia.

Si chiama Luca Geremia, è di Pordenone ed ha 39 anni di cui 11 li ha vissuti ad Hermosillo, città in cui arrivò insieme ad una giovane sonorense che conobbe in Internet.

"María Olivia la conobbi in Napster, uno dei primi programmi che c'erano per scaricare musica da Internet, io non parlavo spagnolo e lei studiava italiano" ricorda.

La sua vita cambiò totalmente quando la conobbe in persona e seppe que era l'amore della sua vita, si sposarono nel 2004 e l'anno successivo si trasferirono ad Hermosillo


"Avevo un'idea completamente diversa del Messico perché non conoscevo il deserto di Sonora. Dell'Italia c'è lo estereotipo della mafia e le gondole e del Messico il "sombrero", l'asino e tequila", commenta.

La prima sorpresa che Luca trovò fu quando arrivo ad Hermosillo, nonostante fosse inverno c'era molto caldo "C'erano 30 gradi quando sono sceso dall'aereo", ricorda.

Visto che era Dicembre, il suo piano era cercare lavoro in Gennaio. Avrebbe dovuto lavorare per l'impresa di suo suocero, però con la visita al Dipartimento di Lingue Straniere i piani cambiarono.

"Siamo stati a vedere se c'erano opportunità, risultò che la maestra che dava le lezioni di italiano stava studiando un dottorato e doveva assentarsi, mi hanno offerto il lavoro nel Gennaio 2006" raccontò.

Dopo fu il momento di imparare spagnolo frequentò un corso però solo per tre settimane, lo imparò solo visto che la vita quotidiana fu quello che più lo aiutò a perfezionare la lingua che oggi parla con fluidità.
[chiarimento: lo spagnolo lo iniziai a capire con il mio primo viaggio in Messico nel dicembre 2002, successivamente ebbi l'opportunità di tornare altre due volte in Messico per sposarmi e per una vacanza oltre a due estati consecutive in Svizzera da una cugina di mia moglie, posto in cui iniziai a dire qualche piccola frase. Quello che mi aiutò a comprendere lo spagnolo furono i film con i sottotitoli e per migliorare la mia ortografia devo ringraziare a Word]

Ci furono priorità

In 11 anni e mezzo Luca è tornato in Italia solo 2 volte e non perché non gli piace il suo paese natale bensì perché ci sono aspetti più importanti nella sua vita.

Suo figlio Leonardo (il cui nome è in onore a Leonardo Da Vinci) è nato sordo, affetto da ipoacusia bilaterale profonda, per questo è stato operato  ed ha un impianto cocleare.

"L'impianto ci è costato 30mila dollari ed in Messico se non si hanno soldi si devono fare molti sacrifici" spiega.

Fu la condizione di suo figlio che fece nascere in Luca l'interesse di voler specializzarsi di più nell'area educativa. Studiò la facoltà di psicologia ed attualmente è anche specializzato in didattica italiana.

Non torna più

Oltre ad essere genitori di Leonardo, che attualmente ha 11 anni, Luca e sua moglie Marìa Olivia hanno 2 figlie: Giulia Rebecca di 8 anni e Giada Sofia di 9 mesi.

Vedere felici i suoi figli è uno dei motivi più importanti perché non gli interessi trasferirsi in Italia, considera che il Messico e specialmente Hermosillo è ideale perché si godano l'infanzia.

"Non tornerei in Italia per i bambini, perché loro possano godersi l'infanzia tra piñatas, amici, feste, sempre c'è qualcosa per potersi divertire, ci sono sempre scuse per far festa" spiega.

Ed è precisamente in queste festività costanti dove Luca ha potuto confermare quanto gli piaccia la gastronomia sonorense "Specialmente i tamales ed il pozole rojo di mia suocera" commenta.

Nonostante ciò gli manca la pizza, piatto che per lui "non esiste ad Hermosillo" e solo lo ha potuto mangiare a San Carlos nel ristorante di un altro italiano.

"Infatti c'è una piccola comunità italiana in Sonora" non siamo in molti, forse una quindicina e sì, ogni tanto ci riuniamo", spiega.

Si sente sonorense

Se non fosse perché è stato in Sinaloa e a Puebla per motivi lavorativi, Luca conosce solo Hermosillo, per cui non si considera italo-messicano bensì italo-sonorense.
[chiarimento: a Culiacán (Sinaloa) ci sono stato un paio di volte e per motivi non lavorativi, invece a Tehuacán nello stato di Puebla sì per dare alcune conferenze nel 2002. Inoltre non conosco solo Hermosillo bensì vari paesini di Sonora come Ures, Aconchi, Magdalena, Nogales, Obregon, Alamos, ecc.]

L'unica cosa che non gli piace sono i "narcocorridos", oltre al fatto che non condivide il contenuto dei testi di queste canzoni lui è rockettaro ed i suoi gruppi favoriti sono i Metallica ed AC-DC.

Nel suo tempo libero gli piace scrivere nel suo blog, partecipare alle attività che si svolgono in città, ascoltare musica e soprattutto passare tempo con i suoi figli, si considera un papà molto "coccolone".