Friday, December 30, 2011

En la sierra de Aconchi

Casi toda la familia de mi suegra, hermanos, tios, sobrinos, amigos fuimos a Aconchi y subimos hasta la sierra donde hay una casita y algunos animales, han sido unos días muy diferentes de lo habitual y espero volver muy pronto.

A seguir algunas fotos:

Este es el lugar:


Aquí algunos de los presentes:


 Esperando que la carne esté lista:


Asando la carne en la parilla:

Comiendo una costilla:




Monday, December 26, 2011

PdG: Babbo Natale

Origine:
Tutte le versioni del Babbo Natale moderno derivano dallo stesso personaggio storico, il vescovo (poi divenuto santo) Nicola della città di Myra (antica città dell'odierna Turchia), di cui si racconta che, essendo un vescovo, esortò tutti gli altri parroci della sua diocesi a diffondere il cristianesimo laddove i bambini non avevano la possibilità o la volontà di recarsi in chiesa anche a causa del freddo invernale, che costringeva molti a non uscire di casa. Così li esortò dicendo loro di recarsi dai bambini portando un regalo e di cogliere l'occasione per spiegare chi fosse Gesù Cristo e che cosa avesse fatto per l'intera umanità. I parroci, portando con loro un sacco pieno di regali, raggiungevano i bambini mediante alcune slitte trainate da cani.

La leggenda di san Nicola è alla base della grande festa olandese di Sinterklaas (il compleanno del Santo) che, a sua volta, ha dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.


Italiano: Babbo Natale
Spagnolo: Santa Claus, Santa Clos, Papá Noel
Tedesco: Weihnachtsmann
Inglese: Santa Claus
Francese: Père Noël
Portoghese: Papai Noel
Russo: Санта Клаус
Olandese: Kerstman
Polacco: Święty Mikołaj


Sunday, December 25, 2011

Il mio Natale 2011

Ieri sera verso le dieci siamo andati a casa di mia suocera per passare la vigilia, cenare ed aspettare la mezzanotte per poter finalmente farci gli auguri ed aprire i regali. Non eravamo in molti perché per la prima volta dopo tanti anni i miei cognati con i miei nipotini sono andati al paesino dei genitori di mia cognata per festeggiare il Natale, pertanto eravamo tre in meno e praticamente il 50% di bimbi in meno (sono sempre convinto che l'emozione più grande è quando i bambini aprono i regali).
In famiglia, già da diversi anni abbiamo deciso di fare un solo regalo con "l'amico segreto" in modo tale che si faccia un solo regalo e di buona qualità (visti i problemi generali economici è un buon risparmio).
Arrivata la mezzanotte i bimbi sono stati i primi ad aprire i regali e l'espressione di Leo è stato il mio miglior regalo, è stato divertente ed era davvero contentissimo.


Oltre ad una sorta di lego della fisher price di batman, ha ricevuto anche una specie di fucile sparapalline e quel giochino che si vede lì sulla destra di fronte all'angioletto, invece Giulia ha ricevuto lo zainetto della Dora, che è il suo cartone preferito ed un paio di pattini rosa e come al solito... lei voleva il fucile (maschiaccio...)
Gigi s'è addormentata subito dopo l'apertura dei regali invece Leo ha resistito fino l'una, giusto quando stavamo mettendo le cose in macchina è crollato il mio ometto.

Arrivati a casa la solita solfa... vicini con musica di banda (era l'una e mezza), mentre ero al pc non m'importava un granché, poi sono andato a letto verso le 2.30 e non sono riuscito a chiudere occhio fin quando hanno deciso di spegnere tutto... ossia quando mancavano pochi minuti alle 4.
Dopo sole 4 ore e mezza mi son dovuto alzare perché avevo appuntamento in videochat con i miei genitori e nonni e per fortuna i bimbi erano ancora KO. Una volta che si son svegliati sono corsi giù dalle scale per vedere cosa gli aveva portato Babbo Natale. Leo contentissimo per le sue costruzioni di Batman, Giulia forse perché appena svegliata era un po' rognosa e non sembrava poi così emozionata nonostante Babbo Natale le ha portato ciò che voleva: una bicicletta rosa.


Nelle due ore successive ho parlato con i miei genitori e nonni mentre giocavo con Leo: abbiamo costruito assieme il forte di Batman, poi è arrivata l'ora di pranzare e dopo ancora a giocare con i bimbi. 
Nel primo pomeriggio siamo andati a farci un giretto in strada con le biciclette, ora sì Giulia è stata contentissima


I bimbi e la loro mamma sono andati a piedi dalla nonna e di ritorno io e Leo siamo andati a comprare al Wall Mart la memoria per la macchina fotografica, lui emozionatissimo ed ha fatto un sacco di foto. 
Siamo giunti praticamente verso le sei, fuori diventa buio e siamo rimasti in casa a giocare ancora mentre la mia dolce metà riposava, io e Leo abbiamo giocato per un paio d'ore con il fucile sparapalline e Giulia ci faceva le foto, poi è arrivata l'ora di cena e della nanna, una volta messi a nanna i tati mi son messo a scrivere sto papiro, che entrerà nel mio diario.
E' stata una giornata piacevole, ho giocato con i miei figli praticamente una dozzina d'ore e nonostante la stanchezza finale... penso che domani farò altrettanto!!!

Thursday, December 22, 2011

PdG: culo


La parola che presento oggi è "culo". In italiano a differenza dello spagnolo non è poi così pesante e si utilizza in diverse situazioni. Oltre a questa parola, per indicare la parte del corpo si può utilizzare sedere, fondoschiena, natiche, chiappe, ecc.

Con il diminutivo diventa "culetto" e si usa soprattutto con i bambini, oltre a questa parola si può usare anche "sederino".

Quando si vuole esprimere fortuna, in italiano si usa molto l'espressione "che culo" che indica semplicemente "che fortuna" oppure utilizzare l'espressione "avere culo" per indicare "avere fortuna"*.

C'è un'espressione italiana che dice "culo e camicia" e questa indica la vicinanza o addirittura che qualcosa o qualcuno è inseparabile (expresión en español: uña y mugre)

Traducción: 
culo, pompis, cola, colita, suerte*

Monday, December 19, 2011

PdG: scarabocchio

SCARABOCCHIO: questa è una parola che conoscono molto bene i genitori di bimbi piccoli. Lo scarabocchio è un disegno senza nessun senso, a volte per inesperienza dell'autore, altre volte sono solo dei segni fatti senza nessun ordine.

A volte gli artisti che fanno alcuni bozzetti definiscono i loro lavori come scarabocchi anche se in realtà sono di fatto delle brutte copie del loro lavoro finale.

Oltre al sostantivo esiste anche il verbo: SCARABOCCHIARE.

Traducción:
garabato, garabatear, rayar

Sunday, December 18, 2011

PdG: fregarsene

La parola del giorno di oggi è il verbo FREGARSENE che ha il significato di DISINTERESSARSI di qualcosa oppure di INFISCHIARSI.


Si può utilizzare in due modi:
1- me ne frego
2- non me ne frega
in questo secondo caso si possono aggiungere alcune parole per dar più enfasi all'oggetto
- non me ne frega nulla
- non me ne frega un fico secco
- non me ne frega un cazzo (volgare)
- non me ne frega una cippa (volgare)
oppure ancora più volgare
- non me ne fotte nulla (etc)
- me ne fotto
- me ne infischio
- non mi interessa

Traducción
No me interesa - me vale - me vale madre

Saturday, December 17, 2011

Thursday, December 15, 2011

PdG: rompere (usi e significati)

La parola di oggi è il verbo ROMPERE (part. passato ROTTO).
Quando si vuole utilizzare questo verbo per dire che si è danneggiato qualcosa, non v'è ombra di dubbio sul significato perché è un sinonimo, però questo verbo si utilizza anche in altre situazioni particolari.
Utilizzando la forma negativa NON ROMPERE ha il significato di LASCIAMI IN PACE, LASCIAMI STARE, LASCIAMI TRANQUILLO.
In realtà è una abbreviazione del NON ROMPERMI LE SCATOLE (modo soft) oppure del modo più volgare NON ROMPERMI I COGLIONI o NON ROMPERMI LE PALLE.

Traducción:
No me molestes, déjame en paz

Tuesday, December 13, 2011

PdG (Parola del giorno) nuova sezione sul mio blog

Dopo la pubblicazione del mio libro mi son reso conto che le persone che stanno imparando una lingua straniera attrae molto il linguaggio colloquiale, i modi di dire ed in generale la forma informale di parlare, pertanto da oggi inizierò un nuovo progetto qui sul mio blog, ogni tanto pubblicherò un'espressione, una parola o un verbo con eventuali sinonimi perché gli studenti di italiano possano arricchire il proprio vocabolario. Alla fine (se esiste) ci sarà una traduzione in spagnolo del termine.

Marinare - bigiare - fare sega
Questi verbi indicano che una persona che aveva un impegno (generalmente lavoro o scuola) ha deciso volontariamente non andare in tal luogo.
In Friuli si usa molto l'espressione andare in marina, oppure marinare la scuola; il termine più formale è bigiare e quello un po' più volgare è fare sega

Traducción:
pintearsela del trabajo o de la escuela

Sunday, December 11, 2011

Riflessioni fine semestre

Era da tempo che non scrivevo al mio caro diario... e visto che siamo arrivati quasi alla fine volevo lasciar traccia di questo mio semestre.
E' iniziato con molto caldo e le materie della facoltà di psicologia sembravano molto difficili perché dovevamo fare un sacco di lavori di ricerca di bibliografia, ricordo come se fosse stato ieri che le prime tre settimane sono state molto molto pesanti ma dopo la grande mole di lavoro (quasi quotidiana) è iniziato il periodo dei lavori a lungo termine il che mi ha reso immensamente felice. 
Con una materia ci sono stati dei problemi con una docente, la maggior parte dei miei compagni di corso hanno fatto una sorta di ammutinamento ed io ero contrario perché volevo sperare che, nonostante tutte le lamentele, la prof. in questione lavorasse in modo un po' diverso per potersi guadagnare nuovamente la fiducia degli alunni, però devo dire che mi ha deluso assai... se tornassi indietro appoggerei completamente i miei compagni. Tutto sommato non mi è andata poi così male con questa prof, la cosa che mi irrita è che mi ha tolto parecchi punti di un compito (neanche fosse un esame) per il solo fatto che le ho detto che per tre giorni sarei stato occupato nel foro d'insegnamento di lingue straniere e che le avrei consegnato il tutto il lunedì e non ha voluto... quando per tutto il semestre ha accettato i lavori di altre persone anche con due o tre settimane di ritardo ed io sempre super puntuale, ma vabbeh... una mazzata che mi servirà per il futuro... mi ha praticamente tolto 2 punti sulla media finale. Per il resto sono abbastanza soddisfatto perché oltre alla facoltà, dare lezioni, fare il papà e marito sono riuscito a pubblicare il mio primo libro che inizierò ad utilizzare il prossimo semestre. 
Questo semestre scolastico è stato abbastanza intenso, ho conoscito diverse persone interessanti, la cosa bella di studiare e dare lezioni è il confronto d'opinione su diversi aspetti della vita oltre al confronto culturale che sempre mi sorprende nonostante siano (domani) 6 anni che vivo in Messico.
Che posso aggiungere ancora? Sono contento dei miei studenti, in particolar modo di quelli dei livelli alti, perché li conosco già da almeno un paio d'anni, che dopo molto studio ora possono comunicarsi senza grandi difficoltà in una nuova lingua, per me è un piacere ed un orgoglio vedere questi progressi.
Durante queste vacanze natalizie mi prenderò sicuramente un paio di settimane di assoluto riposo, le dedicherò esclusivamente alla famiglia e fare qualche lavoretto in casa e poi, dopo le varie mangiate natalizie, a Gennaio tornerò a lavorare sui miei progetti, perché il libro che ho pubblicato, mi auguro sia solo il primo di una lunga serie. In Italia i miei progetti sarebbero banali e magari poco interessanti per il fatto che esistono decine di varianti diverse per ogni casa editrice che si dedica alla pubblicazione di testi accademici, ma qui in Messico il materiale non è facile reperirlo e qualora si possa fare, ahimé costa un occhio della testa, pertanto la mia intenzione è quella di continuare a pubblicare materiale per far conoscere la cultura italiana, ho iniziato con i proverbi e modi di dire e prossimamente un libro, sempre di formato tascabile, che faccia conoscere qualcosa sulla storia del mio Paese, parlando dei monumenti o eventi importanti che si svolgono durante l'anno.
Bene questo è quanto, caro diario, prossimamente tornerò a scriverti.

Wednesday, December 07, 2011

Alcuni verbi pronominali

infischiarsene - forma colloquiale per dire "disinteressarsi completamente di qualcosa". Certamente è più diffuso il sinonimo "fregarsene" che tuttavia è sentito come più forte e brutale e che quindi va evitato in situazioni formali. 

andarsene - nel significato corrisponde perfettamente al verbo "andare". Con la forma pronominale abbiamo però una carica di partecipazione emotiva molto più forte. Se quando dico "io vado" sto semplicemente dando un'informazione, dicendo "me ne vado" posso esprimere, a seconda del tono della voce nervosismo (Basta! Me ne vado!!!), soddisfazione (appena finisce la lezione me ne vado a casa, eh eh!), noia o fastidio (questo film mi fa dormire: ciao a tutti, me ne vado) e qualunque altro sentimento io voglia manifestare. 

prendersela - significa provare un sentimento di fastidio per qualcosa che ci ha toccato nella nostra sensibilità. Se sentiamo una frase che consideriamo scorretta nei nostri confronti, ecco, possiamo prendercela e diventare di cattivo umore. Nello stesso tempo possiamo consolare un amico che è offeso o depresso per qualcosa che gli è successo dicendogli: "Su, non prendertela, sono cose che capitano..." 

metterla (con) - Si usa quasi sempre nella formula "come la mettiamo con...?". Per esempio: il dottore mi ha ordinato di stare a letto per una settimana; io invece sono uscito e ora sto male e devo tornare da lui. Qualcuno, più o meno scherzosamente, mi può domandare "E adesso come la metti col dottore?", cioè come ti giustificherai, come troverai un modo per spiegarti e per trovare un compromesso con lui? Allo stesso modo posso minacciare qualcuno (per esempio se lo scopro che sta frugando nel mio cassetto privato) dicendogli: "Ma bravo... e adesso come la mettiamo?", cioè, come troviamo un sistema per giustificare questa cosa? 

volerci - uno dei verbi pronominali più usati. Significa esattamente "essere necessario": per scrivere ci vuole una penna, per fare questo lavoro ci vogliono due settimane, per sopportare quella persona ci vuole tanta pazienza. 

cavarsela - significa superare più o meno bene un problema, una difficoltà, un ostacolo, venir fuori in qualche modo da una situazione. "Ha avuto un brutto incidente ma se la caverà", non morirà; "ho fatto quell'esame e me la sono cavata", l'ho superato; "Non ho mai studiato l'inglese, ma se sto all'estero me la cavo comunque". 

andare (+ pronome indiretto) - Alla domanda "Prendi un caffè?" la risposta più ovvia è "Sì, grazie" o "No, grazie". Ma qualche volta ho sentito stranieri rispondere un brutale "Non voglio" (eh mamma mia, mica era un dovere!), oppure un esagerato "Non lo desidero" (che complicato!); o anche un infantile "Non ho voglia" (che verrebbe da rispondere con un altro verbo pronominale "E chi se ne frega!"). Il problema è che qualche volta gli stranieri dimenticano la possibilità di usare il verbo andare + pronome indiretto: "No grazie, adesso non mi va". Significa, non lo desidero, non ne ho voglia, non è il momento, ma è una frase molto più leggera delle altre e estremamente colloquiale. 
Il verbo andare + pronome indiretto funziona proprio come il verbo piacere + pronome indiretto: mi va di fare due passi, ti va di uscire con me?, ha detto che non gli va di incontrarmi, ecc. 
Attenzione: andare + pronome indiretto non si usa al passato prossimo ma sempre all'imperfetto.

Sunday, December 04, 2011

La presentazione del mio libro





Dopo una lunga attesa, finalmente il mio libro è giunto sugli scaffali della Libreria della Universidad de Sonora. Ho dovuto aspettare un bel po' di tempo però la cosa importante è che finalmente è in vendita.
La presentazione del libro è andata molto bene, ovviamente ero emozionato visto che è stata la mia prima volta... non avevo partecipato mai ad una presentazione di libri accademici. Sono davvero contento di esser riuscito in questa mia "impresa". Molte persone potrebbero pensare che sia una cosa insignificante, un nonnulla, però il fatto di sapere che una tua creazione, dopo molti mesi di lavoro è lì, disponibile al pubblico, che gente che nemmeno conosci la leggerà... beh è un'emozione che è un po' difficile da mettere nero su bianco (o bianco con fondo nero in questo blog).
Il giorno prima della mia presentazione ho dato una sbirciata ad altre due presentazioni, per vedere un po' come andava, eventualmente prendere appunti sulla dinamica ecc. L'affluenza non è stata un granché visto che in entrambe le presentazioni c'erano tra le 15 e le 20 persone, e mi son detto che se i miei colleghi hanno avuto tale audienza io avrei avuto al massimo 10-15 persone. 
Al momento della presentazione del mio libro la sala si è riempita (non era un auditorio) e stimo che ci fossero una cinquantina di persone (probabilmente un po' di più) il che ha fatto accellerare il mio cuore per qualche istante.
Voglio ringraziare i miei colleghi che sono venuti a vedermi tra cui Adriana, Jérôme, Hector, David, Suzie ecc., alcuni compagni della facoltà di psicologia tra cui Jessica, Alessandra e Cinthia, alcuni colleghi ed alunni come Faby e Marita, molti alunni tra cui Kryzthian, Rogelio, Celina, Maribel, Edna ed altri e poi amici come Diana, Tania, mia moglie Oli ed i miei figli Leonardo e Giulia. Grazie mille a tutti.  
Poi volevo ringraziare pure la comare Mariel ed i miei genitori che sarebbero di certo venuti però visto che si trovavano in Europa non hanno potuto partecipare. Per concludere un enorme grazie a Marie Dominique e Tere, senza di loro non sarebbe stata la stessa cosa, grazie di cuore!








In quest'ultima foto sto facendo le dediche e gli autografi a coloro che hanno comprato il libro durante la presentazione, ovviamente mi accompagna il mio ometto.